A Marina D’Aequa natura e architettura narrano una storia antica popolata da eroi e marinai. Eppure l’approdo a mare impraticabile e interdetto alla fruizione rendeva l’esperienza di ospitalità di Palazzo Murrano, a pochi metri dalla riva, priva di una sua conclusione naturale. Con l’obiettivo di restituire libertà in sicurezza, il progetto esecutivocostruttivo a firma di Giuseppe Ussorio restituisce alla fruizione una delle più incantevoli insenature della costa sorrentina. Con un progetto integrato di riqualificazione dell’approdo turistico di Marina D’Aequa il lungo ed elegante pontile abbraccia sul fondo il grande faro, mentre si lancia come un
“trampolino” virtuale tra cielo e mare verso il Vesuvio.
Un taglio di paradiso fra le acque: “Murrano Mare” La piattaforma dello storico ed elegante Palazzo Murrano, guest house del XIX secolo sito nella splendida cornice del comune di Vico Equense, più precisamente nel borgo di Marina D’Aequa, riqualifica un’area precedentemente impraticabile e interdetta alla fruizione della scogliera frangiflutti, aumentando così sia la ricettività balneare sia lo spazio elioterapico, in una delle più incantevoli insenature della costa sorrentina. L’attuale approdo turistico di Marina D’Aequa viene così ampliato con una raffinata struttura ricettiva di elevato standard qualitativo che si protrae verso il mare per 120 metri circa, creando un trampolino virtuale al fruitore che, accedendo alla struttura, viene pervaso dalla sensazione del camminare sulle acque fino al raggiungimento della piazza, caratterizzata dall’elemento faro, per poter così avere l’emozione-sensazione di toccare con mano il maestoso dominatore del golfo, il Vesuvio, inevitabile punto di “calamitazione ottica” dell’ospite. Incontro con Francesco Cimmino e Dario Matrone Per comprendere al meglio il progetto, abbiamo incontrato Francesco Cimmino e Dario Matrone, per una breve intervista e a loro abbiamo chiesto di raccontarci la genesi dell’intervento: “È un rapporto decennale, quello che ci lega a questo cliente, vi è un’intesa profonda che non sempre s’incontra. Occorre una grande riserva di energia e una forte carica di entusiasmo per superare i momenti di stallo che caratterizzano i lunghi iter burocratici inevitabili per il rilascio dei tanti permessi amministrativi e autorizzativi. La vicenda prende avvio con la richiesta da parte del cliente di poter avere uno sbocco a mare cercando uno spazio risicato tra i lidi esistenti, per gli utenti del suo nuovo albergo, Palazzo Murrano, posto proprio nella piazzetta di Marina d’Aequa, che nonostante la bella posizione vedeva il mare negato. La nostra considerazione quasi immediata fu che un’eventuale area all’interno dell’approdo di Marina d’Eequa non avrebbe comunque consentito la balneazione dei suoi clienti per la presenza di imbarcazioni. L’unica zona libera e fruibile per l’eventuale balneazione che si potesse immaginare era solo quella esterna al molo di sopraflutto, che poteva essere utilizzata mediate la realizzazione di una struttura sulla scogliera. Idea ardita in quanto vi erano molti problemi da superare. La scogliera era nata come opera a protezione del bacino dell’approdo retrostante quindi completamente esposta ai marosi. Bisognava realizzare, pertanto, una struttura forte ma allo stesso tempo permeabile all’infrangersi delle onde del mare. Inoltre, vi era poi la presenza del fanale verde di segnalazione marittima che non sarebbe stato possibile occultare per ovvi motivi di sicurezza nella navigazione, e quindi nell’ambito di un’eventuale sistemazione andava esaltato e valorizzato. Il progetto così cominciava a prendere forma: intorno al fanale è stata ideata una banchina tonda che, riprendendo la forma dei fari dei mari del Nord, ha dato valore all’intera struttura rievocando emotivamente quella “Rotonda sul mare” tanto cara a Fred Buongusto. Come prolungamento della scogliera antistante, la restante parte della struttura, più stretta in radice e più larga all’estremità, come suggerito dalle direttrici geometriche del molo, nasce come naturale e leggero collegamento tra l’approdo alla marina e la nuova piazzetta intorno al fanale. Come fosse il ponte di una grande nave, il risultato finale dell’approdo al mare offre, avvolti dalla brezza marina, l’imperdibile vista verso il Vesuvio.